Welcome on this easyjet flight, parte due | il ritorno dalle vacanze

Il mio volo di ritorno dalle vacanze estive, agosto 2014 Bari/Milano, doveva essere studio di un sociologo bravo, avrebbe tratto molte soddisfazioni:

Lui: Anna ndo sta la fila 8?
Lei: Fila 8? Noi stiamo alla B!
Lui: Mo me lo disse il ragazzo lá
Il Sig. Antò si appoggiò a tutte le cappelliere con la giacca dura a cavallo della borsa tracolla che con la cerniera sfondò di conseguenza il braccio corridoio delle file 2, 3, 4 fino alla 8. Il Sig. Antò si e’ seduto facciamo una ola.

I personaggi che tornano dalle vacanze #salento #trullialberobello #samsara ve li descrivo:

– l’affarista – ha fatto speedy boarding, manda email a tuono anche sul pulmino per raggiungere l’aereo (ma cazzo?!) dal suo ipad con cover rigida a quadri vuitton come se in un’ora e dieci di volo succedessero cose in ufficio fuori dalla sua portata. Chiude l’ultima telefonata con vaaaa bene cia cia cia ciao, ha speso dieci euro in piu per la prenotazione delle prime file e gli viene puntualmente chiesto di cambiare posto per lasciare l’agio a due signore con la carrozzina. Il vero manager e’ altruista e l’etica fa parte della sua mission.

– la ragazza sola – abbronzata e stivaletti un po bikers che fanno ragazza di mondo, canotta senza spalle si vede che ha avuto l’accortezza dell’abbronzatura intelligente. Legge Chi, si addormenta, ha una borsa immensa un po’ scazzo e si veste di bianco cosi il sole risalta di più.

– accanto a lei, la mamma col bambino – si veste larga e a strati. Ha una borsa peggio dei comparti del dentro cassetto dell’ikea. Accompagna il bambino di due anni su e giu per il corridoio tirandogli le braccia in aria tipo effetto stirato e goffo e in un volo di un’ora fa alzare la ragazza almeno tre volte perché incastrata con il bimbo in braccio al posto finestrino.

– l’imbruttito – camicia, occhiale anche per andare in bagno, il panta capri e le scarpe fluo…taaac. Vaga per l’aereo credendosi in direzione bancone al Billionaire per chiedere due calici di una bolla, “figa ce l’hai il Dompe?”

– la moglie dell’imbruttito – rimpettita, vestita di bianco e beige, ha un portamento perfetto forse risultato delle numerose sedute di pilates. Indossa le hogan che le fanno alzare il polpaccio e di conseguenza l’osso del retro caviglia per mostrare le sue gambe fini. Capello volumizzato, occhiale da Gina Lollobrigida, collana di Tiffany e orologio che non raggiunge tutti quelli del servizio duty free del carrellino di Easyjet

– l’ansiosa – si posiziona lei e il marito-anima-pia nella fila uno, cosi sai…allunghi le gambe. Ammicca e fa battute agli steward di bordo cosi da esorcizzare la paura di volare o amplificare la sua vacanza raccontando che il tempo in effetti e’ stato bello e ha piovuto solo due giorni in cui e’ stata comunque in spiaggia. Interessante. Chiede se e’ in orario il volo, tra quanto partiamo, se dopo può prendere dell’acqua, se il capitano e’ sposato e se per caso soffre di improvvisi attacchi epilettici.

– gli alternativi radical – viaggiano in coppia, lei e’ generalmente bionda capelli lunghi con le infradito e i pantaloni larghi filo indiani acquistati nelle bancarelle di Bali. Ha collane etniche, senza trucco, zaino immenso e magrissima che mi chiedo come faccia a portarselo. Lui e’ sempre figo, barbetta, capello lunghetto che si tira dietro le orecchie. Ha i pantaloni un po’ cargo color militare, infradito di cuoio, camicetta morbida bianca di lino, é abbronzato e porta qualsiasi attrezzo che in qualche modo lo distingua in tutto l’aereo. Mastica la cicca e ti stende con lo sguardo azzurro, benedetta tua mamma!

– il vuncione – last but not the least vi presento il vuncione. Rozzo con la sua panza e’ un ragazzotto sui 40, indossa generalmente polo blu macchiate e con colletto basso o t-shirt sempre blu con le scritte idiote (può variare intercambiandole con i marchi delle birre che si e’ sparato all’Oktoberfest). Sa di sigaretta. Ha il marsupio.

Responsabile di volo, Carlo, bravissimo: attento, sorridente, disponibile. Amore come ti pieghi tu a cercare gli occhiali della sciura caduti per terra non si piega nessuno.

See you next flight 😉

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