Mi spiego da consumatrice consapevole

Eccomi, ciao!
Volevo introdurmi un po’ e dire che io voglio le cose giuste. Da poco ho deciso di giocare il ruolo della consumatrice consapevole e credo questa sia una delle scelte più soddisfacente che io abbia mai fatto. Piano piano mi interrogo su quello che compro, soprattutto però su quello che mangio.

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei non è una boiata. Intendo: ciò che noi inseriamo nel nostro corpo è fondamentale per l’equilibrio psico-fisico e da quando l’ho capito nessuno mi ferma più. Se poi ci mettiamo anche la vena etica il gioco è fatto.
Da qualche mese ho fatto una cosa che non dovevo fare, come guardare un sito dove dei geni riportano dei video shock sul maltrattamento degli animali. Sapete che dietro al latte delle marche più comunemente consumate ci sono mucche senza spazio vitale, obbligate a essere munte il triplo della loro capacità, questo crea infezioni alle mammelle, gli vengono dati antibiotici per curarle e noi beviamo latte infetto da medicinali? Possono così dire “mio nonno ha sempre bevuto latte appena munto e sta benone” certo ma tuo nonno aveva le mucche che pascolavano all’aria, libere, mangiavano fieno del campo e ogm poteva essere il loro soprannome.

Sapete che questo funziona anche per tuti gli altri animali? Nessuno escluso.

Non sono vegana e forse mai lo diventerò, non mi serve. Le scelte radicali le rispetto, ma qui credo il problema sia ben altro. Non mi raccontate le balle che l’uomo è cacciatore e che è il ciclo di vita degli esseri viventi di mangiare il più debole perchè non ho mai visto nessun leone catturare milioni di gazzelle e obbligarle a prostituirsi per lui. E poi ucciderle.

Sono promotrice sana dell’agricoltura biologica, ma non quella commerciale. Quella vera. Quella che non serve avere le arance perfettamente tonde e lucide se per averle mi hai messo mille erbicidi. Quella che le uova arrivano da pochi giorni dal contadino. Il pollo ha visto l’aria non solo una volta nella sua vita e i frutti di bosco non si comprano a febbraio.

Questo è un invito a informarvi nella vostra zona sulle aziende agricole e sui mercatini degli agricoltori. Quando abitavo a Parma, il comune aveva promosso un’iniziativa interessante: ogni sabato mattina in una piazzetta in centro si radunavano alcuni produttori che vendevano i loro prodotti di stagione e a prezzi diretti produzione-consumo. Morale? Non mi dimenticherò mai una mattina di aver speso 2,60 euro per sei patate, due mazzi di rucola, un ceppo d’aglio, tre cipollotti, sei zucchine con fiore e quattro pomodori perini.

I comuni dovrebbero pensarci.

A presto con le mie news sane. 🙂
Un bacio a tutti!

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