Approcci

Ti sei avvicinato. E mi hai dato un bacio. Ma non un bacio. Un bacio fatto di pelle. Di odore. Elettrico. Non avevo la benché minima intenzione di baciare qualcuno che non mi piacesse. E infatti, di lì a poco. ho capito che ero pazza di te.

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Penso di essermi innamorata di te

Penso di essermi innamorata di te
perchè da quando tu ci sei ogni canzone è per te.
Ogni verso ricorda un momento
felice.
Triste.
Ma è con te.
E’ con te che voglio stare, è di te che sogno, è di te che parlo,
parole che non sono al vento perchè l’aria che respiro sei tu.
Concreto e vano
rappresenti l’eterno groviglio che è l’amore per tutti i poeti, i martiri, i maledetti, i rifugiati, i disperati,
i felici,
rime confuse , ma ben chiaro è
che tu
sei tutto quello che voglio per me.
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I miei occhi sono come fiori

Lui in me vede una donna perfetta.

Lui mi vuole con sè e il possesso dei miei momenti di dolore è per lui un’inconscia fonte di ricchezza che solo dentro si può capire cos’è.

I miei occhi
come dei fiori
si aprono quando mi chiama.
Se piove, o c’è il sole
un fiore mantiene sempre i suoi colori.
E’ intrinseco nel fiore, profumare.
E’ logico, per il fiore, svanire
se chi lo coglie non dona la proporzione d’amore necessaria.
Lascia sempre il ricordo di com’è era bello e
per questo
occorre ricordarsi che nei prati, come nei sogni,
i profumi sono solo di chi li sa vedere.
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Giallo Sole.

Bruci come una goccia di limone.
Ma il giallo è la luce.
E tu, per me, sei il sole.
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Nessuna cosa ha un posto solo.

“Quello che potrebbe essere.
Un pensiero forte
raccogliere i cocci.
Immaginare il destino strano
fa intendere e non regala mai.
 
Una nave mesta.
Un piccolo porto e un mare abbastanza infinito
le luci salutano come a ricordare che ti rivedrò.
Ogni barca al posto giusto
quando parte, si perde.”
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Un’immagine e una poesia. Amo te.

Amo te
 
“Amiamo tanto,
ma non ci amiamo mai abbastanza.
Un mare eterno, la mente
lascia naufragi negli smisurati confini che regala il cuore, insieme al dolore.
 
Un papà come un tronco,
la mamma una rosa.
Si fotografano insieme e insieme vivon l’un l’altro come sostegno e rigorosa bellezza.
 
Una corsa nei prati
se c’è pioggia o calor
con te rivivo
io fior e tu corteccia come una vita che si genera nella semplicità.
 
Sorridere e incidere
parole nell’aria
ti raggiungono ovunque sarai.”
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Plinio Fernando alias Mariangela Fantozzi

Intervista a una persona umile.

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Massimo Bottura//Tutte le lingue del mondo

MASSIMO BOTTURA – TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

Mi sembra che raggiunga assolutamente l’essenza.

Grandi idee espresse con minimi gesti ed azioni. Non bastava più lavorare in superficie, serviva penetrare nel profondo, nel cuore, arrivare dove nessun artista era mai arrivato. L’obiettivo è spaziale, la quarta dimensione dell’esistenza, lo sconociuto ciò che andava oltre la conoscenza. Nel tagliare e nel bucare non distruggi, ma crei.

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Risotto del venerdì sera//Asparagi e fonduta di Taleggio

Un venerdì di riflessioni oscure e angoscianti  sull’eterna condizione di attesa invana dell’uomo pensavo finisse ben peggio. La mia è stata una giornata impegnata e prestante, le cosiddette commissioni, ecco uno dei termini che non sopporto di più al mondo. Commissioni commissioni???? Ma cazzo son cose da fare, impegni, un salto in un negozio ci son mille modi per dirlo. (l’altra parola allucinante è il “contrattempo” che giunge guarda a caso proprio in quell’istante….., ndr)

Anyway. Dopo una consulenza telefonica di esattamente 1 minuto filo diretto con il mio Padoan, mi sono sentita la necessità interna di cucinare un risotto, must della mia cucina da single in monolocale. E’ da molto tempo che avevo voglia di fare un reportage stile Giallo Zafferano o stile tanti blog molto interessanti di cucina, con fotografie degli ingredienti, poi dei passaggi con relative dovute spiegazioni, la quantità in grammatura esatta in modo da permettere a tutti, anche a un principiante, di poter cucinare. Ma non lo farò. :D Scusate ma ho veramente poca pazienza di strutturare un post in modo così dettagliato, personalmente non li leggo nemmeno mai fino in fondo, erano già le 8 e per di più la batteria della macchina fotografica era stranamente ko.

Vorrei però raccontare il processo in breve per la realizzazione del mio risottino di stasera.

fare il Brodo – per favore buttate via il dado che avete in casa. E’ veramente una delle comodità più allucinanti in cucina. Via Via Via. Pentolino, tre verdure che ci sono in frigo e lasciar bollire. Io spesso lo faccio così: aglio tagliato a metà e privato dell’anima, una cipolla, una carota, una zucchina, una patata, varie ed eventuali (porro, gambo di asparagi, erbette, …) Per facilitare il rilascio delle sostanze taglio la verdura in più pezzi, tipo in tre. Lasciate bollire almeno venti minuti che, se non dovete partecipare a nessun concorso culinario o non abbiate ansie da prestazione di invitati a casa, possono essere già sufficienti per insaporire bene. Non salate.

nel frattempo – bisogna portarsi avanti e prearare la linea. Io ho preso 5 asparagi, un terzo di un quartino di Taleggio Mazzoleni, il Parmigiano e bon. Togliere la parte dura e bianca degli asparagi semplicemente rompendola tra le mani (una cosa che mi piace tantissimo degli asparagi è che lo senti dove devi romperli, cioè esattamente nel punto in cui dal morbido e flessibile della parte superiore si passa al rigido del gambo, è come un gioco), lavare gli asparagi. Tagliare tutte le punte - 2 cm -e tenerle da parte. Tagliare a rondelline gli asparagi, fini fini. Ognuna a metà, quindi vi conviene tagliare addirittura il pezzo grosso a metà e poi procedere con le rondelline. Tenerle da parte. Per la fonduta preparare il Taleggio a cubetti e lasciarlo in un pentolino – poi ci occupiamo della fonduta. Grattuggiare il Parmigiano, rigorosamente Parmigiano.

preparare the Risotto – pentola di acciaio con della cipolla o scalogno sminuzzati a pezzetti piccolissimi e un goccio di olio. Parlerò di un risotto per due. Appena soffrigge, cioè fa schhhhhhhh e si colora di marroncino, aggiungere il riso – state abbondanti santo cielo, lo mangiate il giorno dopo! Facciamo 250 gr. Buttate, mescolate con un cucchiaio di legno, bagnate con vino bianco. Iniziate ad aggiungere brodo. La fiamma deve essere bella viva e nella pentola deve sempre esserci la “schiumetta” …c’era anche una dialettata di mia nonna su questo, glielo richiederò. A metà cottura, circa dopo 10 minuti aggiungete le rondelline di asparagi e accanto accendete a fiamma bassisima il pentolino con il Taleggio a cubetti bagnato con un po’ di latte che regala fluidità. Girate il risotto, girate…..

fase mantecatura: very very important – mettiamo che un risotto si prepari in 16/18 minuti circa. Voi assaggiate sempre, assaggiate ogni tot minuti. Appena vedete che non è più al dente e vi sembra pronto ma “mancano ancora due minutini” spegnete la fiamma. Aggiungete il Parmigiano grattato e cubi di burro che prendete freddi di frigo. Abbondate col burro, chissenefrega! Direi 5/6 cubetti larghi 2 cm, giusto per capirci (nota bene che questo non è abbondare con il burro, ma è tuttavia contenersi in fase di mantecatura strong). Aggiustate di sale.

Girare girare con il cucchiaio di legno con movimenti belli decisi. Aggiungete le punte di asparagi e la fondutina di Taleggio. Lasciar riposare 20 secondi e servire.

impiattare – mettete la cucchiaiata di risotto al centro di un piatto piano che è più bello e poi con il palmo della vostra mano picchiate forte dal sotto che magicamente il riso si distibuisce da solo in modo uniforme.

suggerimenti – se non volete fare la fonduta per sporcare meno pentole, va benissimo aggiungere i cubetti di Taleggio insieme al burro e al Parmigiano ;)

a tavola – scusate se è divino…….. – enjoy!

 

RISO CARNAROLI RISERVA SAN MASSIMO (Pavia)

OLIO BERTARELLO (Viterbo)

TALEGGIO MAZZOLENI (Lecco)

ASPARAGI FRESCHI DAL FRUTTIVENDOLO

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Barbie calva: la proposta per le bambine malate di tumore

Presto potrebbe arrivare sul mercato una Barbie senza capelli, a sostegno delle bambine che purtroppo sono affette da tumore, o che hanno le mamme che hanno dovuto subire un trattamento chemioterapico. Lo scopo è quello di far accettare la perdita dei capelli, uno dei risultati, purtroppo, più evidenti della malattia.

Barbie soldatessa, infermiera, principessa, oppure Barbie incinta o tatuata ed altre tantissime versioni. Da quando è nata, nell’ormai lontano marzo del 1959, abbiamo visto la mitica bambola presentata in molteplici vesti, ma mai si era arrivati a pensarla in una versione così “forte”, sia dal punto di vista dell’impatto visuale, sia per ciò che concerne il messaggio sociale attribuitogli. Stiamo parlando della Barbie calva”.

La nuova versione non è ancora sul mercato, ma presto potremmo vederla sugli scaffali dei negozi di giocattoli a fianco alle versioni più comuni. L’idea di produrre una Barbie senza capelli è venuta a dei genitori di una bimba di quattro anni di Long Island, malata di cancro, che purtroppo aveva perso tutti i capelli per la chemioterapia. Visto che non si sentiva più a suo agio, i genitori hanno pensato di far produrre per la piccola una versione senza capelli della bambola, in modo tale da non fargli sentire come un peso la sua “triste novità” fisica.

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